In attesa dell’Alchimia dei Rosacroce

pubblicato in: ARTICOLI | 0
Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail

alchimia2

Dal Libro del perfetto magistero (Arnaldo da Villanova, SeaR edizioni):

“Il fermento è l’Anima; e il corpo umano, senza il suo fermento, ovvero, senza la sua Anima, non vale nulla, ed è così anche per noi, perchè il fermento è il corpo, come già prima si è spiegato, e converte le altre cose alla sua natura.
Sappi anche, che sono fermento soltanto il Sole e la Luna, ossia l’oro e l’argento, che sono appropriati a questi pianeti.
Infatti, così come il Sole e la Luna dominano sopra gli altri pianeti, allo stesso modo questi due corpi dominano sopra gli altri e li convertono alla loro natura, ed è per questo che da molti sono chiamati Fermento. Bisogna dunque che si introduca il Fermento nei corpi, perchè è la loro anima.
E questo è ciò che disse Morieno: <<Se non monderai il corpo immondo e non lo farai bianco, ed in esso non metterai l’anima, non avrai realizzata cosa alcuna in questo Magistero>>.
Si fa dunque la congiunzione del fermento con il corpo mondo, ed allora lo spirito, quando si congiunge, si rallegra con quelli, perchè sono mondati della loro natura grossolana e sono divenuti sottili. E questo disse Ascano nel libro della Turba: <<Lo spirito non si congiunge con i corpi sino a che non siano perfettamente purgati delle loro immondizie>>.
E nell’ora della congiunzione si vedono le massime meraviglie, perchè tutti i colori del mondo appaiono nell’operare; tanti, che mai si possono immaginare.
Ed il corpo imperfetto, si colora di una colorazione ferma mediante il fermento; ed il fermento è l’Anima.
Lo Spirito, si congiunge con il corpo mediante l’Anima, e si lega e si converte insieme con quello nel colore del fermento e diviene una sola cosa con quelli.
Dalle cose suddette appare, a chi guarda sottilmente, che i Filosofi con le loro oscurissime parole hanno
detto cose vere. Gli stessi Filosofi, dicono infatti nei loro libri che il nostro Lapis è di quattro elementi, perchè agli stessi elementi lo hanno comparato.Dal Libro del perfetto magistero (Arnaldo da Villanova, SeaR Edizioni):

Dall’Ode Alchemica di Santinelli:

II
Dall’insane fatiche homai cessate :
Ne’ più cieca speranza
Il credulo pensier col fumo indori,
Son l’opre vostre inutili sudori,
Ch’entro squallida stanza
Sol vi stampan sul volto hore stentate.
A che fiamme ostinate ?
Non carbon violento, accesi Faggi
Per l’Hermetica Pietra usano i Saggi.

III
Col foco, onde sotterra al tutto giova
Natura, Arte lavora,
Che immitar la Natura Arte sol deve :
Foco che è vaporoso, e non è leve,
Che nutre, e non divora,
Ch’è naturale, e l’Artificio il trova ;
Arrido, e fa che piova ;
Humido, e ogni hor disecca, Aqua che stagna
Aqua che lava i corpi, e Man non bagna

IV
Con tal foco lavora Arte seguace
D’infallibil Natura,
Ch’ove questa mancò, quella supplisce :
Incomincia Natura, Arte finisce,
Che sol l’Arte depura
Ciò che a purgar Natura era incapace.
L’arte è sempre sagace,
Semplice è la Natura, onde, se scaltra
Non spiana Una le vie, s’arresta l’Altra.

V
Dunque a che prò tante sostanze, e tante
In ritorte, in lambicchi,
S’unica è la materia, unico il Foco ?
Unica è la materia, e in ogni loco,
L’hanno i poveri e i ricchi,
A tutti sconosciuta, e a tutti innante.
Abietta al volgo errante,
Che per fango a vil prezzo ogni hor la vende,
Pretiosa al filosofo, che intende.

VI
Questa Materia sol tanto avvilita
Cerchin gli ingegni accorti,
Che in lei quanto desian, tanto s’aduna ;
In lei chiudonsi uniti, e Sole, e Luna,
Non volgari, non morti,
In lei chiudesi il foco, onde han la Vita.
Ella dà l’acqua ignita,
Ella la terra fissa, ella dà tutto
Che infin bisogna a un intelletto istrutto.

Facebookmail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *