Napoli ricorda Giordano Bruno: 415 anni fa l’Inquisizione

pubblicato in: ARTICOLI | 0
Facebooktwittergoogle_pluslinkedinmail

NAPOLI – Per la città di Napoli il 17 febbraio è un giorno della memoria: si ricorderà il 415° anniversario della morte di Giordano Bruno, condannato dall’Inquisizione come “heretico impenitente” e bruciato sul rogo in Campo dei Fiori il 17 febbraio del 1600.

Nella Sala del Capitolo del complesso di San Domenico Maggiore, proprio dove Bruno comincio’ i suoi studi, per iniziativa dell’assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, martedì 17 febbraio dalle ore 16,15 alle 19.30 si svolgerà il convegno «Giordano Bruno e il nuovo Rinascimento napoletano».

Interverranno lo studioso Guido del Giudice, presidente della Giordano Bruno Society, Clementina Gily, professore associato di Educazione all’Immagine Università Federico II di Napoli, Salvatore Forte, membro del Centro Studi Rosacroce e socio fondatore dell’Associazione Scuola di Cinema di Napoli, per il Comune di Napoli il Consigliere Francesco Vernetti. Sarà proiettato il corto “Eroico furore” del regista Afro de Falco, socio fondatore dell’Asci, sul pensiero del filosofo nolano visto attraverso i ricordi del Cardinale Bellarmino, suo inquisitore. Alle 18 la relazione di Salvatore Forte «Giordano Bruno e la basilica di San Domenico:la riforma del mondo celata in una cappella».
«The Giordano Bruno Society» salva un’aiuola

E sempre Guido Del Giudice è l’animatore di una bella iniziativa per ricordare il Nolano organizzata con la «The Giordano Bruno Society». L’istituto ha voluto presentarsi alla città di Napoli, finanziando il recupero di un’area verde, all’incrocio con via Giordano Bruno, intitolata “Aiuola del libero pensiero”, in onore del filosofo dei mondi infiniti.

«La speranza è che essa diventi una piccola “Campo de’ fiori”, un luogo simbolo, che farà da sfondo a tutte le iniziative future dell’associazione» dice Del Giudice, tra i fondatori del gruppo internazionale. Sabato scorso flash mob in piazza Sannazaro con una bacheca sulla quella quale sono stati incollati post it con i «liberi pensieri» dei liberi pensatori, seguaci di Bruno.

Fonte: Corriere del Mezzogiorno

Facebookmail

Lascia una risposta